Guido Pagliarino (Italia)

Il terrore privato;

il terrore politico

Finaliste Roman Publié 2013

Il terrore privato; il terrore politico. GDS, Torino (Italia), 2012

Non fosse per quel "desiderio di giustizia", tratto d'unione di un'amicizia lunga decenni fra il questore in pensione Vittorio D'Aiazzo e lo scrittore e giornalista Ranieri Velli, che colora tutta l'indagine, de Il terrore privato, il terrore politico di Guido Pagliarino basterebbe dire che, come in ogni buon giallo che si rispetti, respira la tensione di delitti efferati ed inesplicabili che irrompono nello svolgersi monotono della quotidianità urbana torinese.

C'è però qui appunto dell'altro. L'indagine, che si apre con la morte dello stesso protagonista, si colora d'una suggestione umanisticafil rouge della dedizione alla risoluzione del caso. "Convinto com’ero", dice Velli, fedele cronista della vicenda, "proprio come il mio amato poeta Leopardi, che nella tragedia cosmica in cui avevo parte, almeno fosse indispensabile la piena solidarietà fra gli umani secondo l’etica, per me intramontabile, che ha in onore ogni persona, provavo sdegno altissimo verso coloro che accorciavano coscienti il bene della vita altrui, di già tanto breve, e verso i violenti in genere che tormentavano i pochi anni concessi sulla terra agli umani; e mi trovavo del tutto d’accordo con Vittorio quando mi diceva che, sin dagli anni ’60 del XX secolo, il vivere civile s’era vie più abbrutito nell’affievolimento e infine nella perdita, in molti, dei tradizionali ideali filosofico-sociali o religiosi, onde la vita di quelle persone s’era resa puro esercizio del proprio egoismo, secondo quella che il mio amico chiamava la regola delfaccio quanto mi pare se mi sembra conveniente."

Il giallo ritaglia allora, traslandola sul piano dell'eccezionalità, una condizione sociale strisciante. È Pagliarino stesso a suggerirci che il suo romanzo "si svolge nell’ultimo anno del secondo millennio in un’Italia in cui, quasi quanto nella seconda decade degli anni 2000 che stiamo soffrendo, si sono già persi in gran parte gli ideali filosofico-sociali e teologico-religiosi".

(Alberto Asero)

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