Miguel Arenillas Girola (España)

Paralelo 38

Primo Premio Narrativa Inedita 2017

Nada de lo esperado llega, pero no por eso la felicidad desaparece. Es la ilusión lo que siempre se renueva y gracias a ello, podemos seguir viviendo.

Il Parallelo, filo conduttore di questa promettente opera prima di Miguel Arenillas Girola, è più una metafora (certamente alquanto sottile) del destino occulto che, come un fumo, possiede l’individuo, che un innocuo concetto geografico – o, forse meglio, si tratta di un concetto geografico che riassume in sé l’insieme delle forze che assoggettano il soggetto all’interno di un preciso scenario esistenziale, determinandone la biografia come un burattino la cui massima libertà non può consistere che in credere di essere libero.

Gli otto personaggi di Paralelo 38 completano un ritratto sfacciatamente realista dell’essere umano occidentale contemporaneo, condannato a dar prova, giorno dopo giorno, di una solitudine e di un’incomunicabilità radicali e permanenti, surrettiziamente occultate dal fluire ipnotico dell’esperienza quotidiana (ed illusoria) di una libertà poco più che apparente. Ciò che il romanzo sembrerebbe affermare con tutta chiarezza è che la vita, alla fine, si diluisce in un gioco di circostanze casuali ed imprevedibili che dominano lo scenario di esistenze che possono aspirare ad essere “solo di tanto in tanto effimeramente felici”. ("Nulla di ciò che si attende arriva, però non per questo svanisce la felicità. L’illusione è ciò che sempre si rinnova, ed è grazie a questo che possiamo continuare a vivere.”)

 

Momento essenziale de realismo di Miguel Arenillas è il rifiuto radicale della retorica dei “minchioni della combriccola del politicamente corretto”. Con lucido ed elegante sarcasmo, l’autore mette a nudo lo sforzo, ciclopico quanto patetico, di revisione del linguaggio per mezzo del quale l’odierna ideologia (chi ha detto che l’ultima ideologia è caduta con il muro di Berlino?) lotta per addomesticare la libertà di pensiero e di espressione attraverso l’instaurazione di una dittatura del linguaggio che, addattanto la pubblica narrativa a descrizioni univocamente “corrette” della realtà, riesca a governare dominando la stessa percezione soggettiva del mondo.

(Alberto Asero)

© 2019 Orizzonte Atlantico, Italia

Agenzia letteraria, P.IVA 12184030018

Associazione culturale, CF 94078090019

  • LinkedIn
  • YouTube
  • Facebook